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11/02/2015

San Pietroburgo ed i gatti del museo dell'Hermitage

Il museo dell’Ermitage a San Pietroburgo e` famoso in tutto il mondo, ma oggi vogliamo raccontare dei suoi particolari "dipendenti" che recitano un ruolo molto importante nella vita del museo e dei  suoi oggetti esposti. Parliamo dei leggendari gatti dell’Ermitage, dei veri  specialisti nello sterminare i topi ed i ratti, attività di importanza fondamentale per il museo, al punto che ogni gatto ha un proprio passaporto  con fotografia.

La loro  storia ebbe inizio prima del diciottesimo secolo, quando l’imperatore Pietro portò nel palazzo d’inverno un grande gatto proveniente dall’Olanda. Subito dopo sull’ordine dell’imperatrice Elizabetta che era ossessionata dai ratti, nel palazzo furono portati altri gatti, dei veri e prori acchiappatopi provenienti dalla citta` di Kazan.            

Con il tempo i gatti sono sopravvissuti  pure alla rivoluzione e continuarono a lavorare anche nel periodo sovietico fino al periodo della seconda guerra mondiale. Dopo la guerra in mancazza dei felini i ratti invasero le vie della citta’.  A seguito di questa invasione, su richiesta del governo a Leningrado, furono inviati due vagoni pieni di gatti per ripulire le vie di Leningrado da questi ospiti inaspettati.

 Attualmente negli scantinati dell’Ermitage a San Pietroburgo abitano circa 50-70 gatti.Ovviamente questi sono lontani parenti dei gatti che furono inviati a Leningrado dopo la seconda guerra mondiale e possiamo affermare che prima di approdare all’Ermitage questi mici hanno avuto difficili condizioni di vita. Oggi tutti i gatti guardiani del museo dell'Ermitage sono molto amati, puliti e curati e contenti della propia vita. Certamente non hanno diritto d’entrata nelle sale dell’esposizione e abitano nelle cantine del museo divisi in vari gruppi.  Ogni gruppo occupa il proprio territorio, e la maggior parte abita in un cosidetto “Grande scantinato di gatti” dove ogni giorno  3 dipendenti del museo si prendono cura di questi amati collaboratori. Loro conoscono personalmente tutti gatti del museo ed con cura scelgono il nome secondo il carattere dell’animale. Inizialmente si usavano nomi semplici ma subito dopo si iniziò a chiamarli con nomi piu particolari in onore dei pittori e scultori che arrichiscono l'Ermitage.

I gatti oltre ad avere un "lavoro" cosi bello ed apprezzato godono anche di un'ampia liberta’ di movimento . E’ proprio per questo che accanto al museo si possono vedere numerosi cartelli con scritte del tipo  “Attenzione ai gatti!”, richiamando cosi  gli autisti a stare attenti ed abbassare la velocità. Però, nonostante  tanta cautela alle volte i gatti muoiono in incidenti stradali. Quando si verificano casi di incidenti con autovetture e viene ritrovato un gatto morto si inizia una vera e propria investigazione con tanto di relazione inviata al direttore dell'Ermitage. 

Ogni anno il museo  festeggia i piccoli ospiti con "Il giorno del gatto dell’Ermitage". Durante questo giorno si organizzano svariati eventi legati ai gatti: giochi, mostre, visite guidate e ecc.

Quando farete un viaggio a San Pietroburgo e  andrete a visitare l’Ermitage ricordatevi di questi piccoli "dipendenti" baffoni che seppur non visibili ad un primo sguardo, popolano felicemente il museo.