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La ceramica: Gzel'

Gzel’ e’ un piccolo centro che si trova a circa 60 km da Mosca. Da esso trae il suo nome un tipo di ceramica prodotta da una trentina di villaggi posti nei dintorni. Tutto il territorio, infatti, sin da tempi remoti, era ricco di argilla di altissima qualita’ che costitui’ la base della produzione della ceramica gzel’. Per quanto la produzione della ceramica si fosse sviluppata in età antica, le prime testimonianze scritte sull’attivita’ artigianale di Gzel’ risalgono al XIV secolo. I maestri locali producevano stoviglie, mattoni, giocattoli e tanti altri oggetti di uso quotidiano, ma aspiravano a produrre una ceramica più sottile e quindi durante i secoli tesero a perfezionare la composizione dei materiali usati e le tecniche di produzione. All’inizio del XIX secolo i maestri di Gzel’ riuscirono finalmente a creare una ceramica molto raffinata, simile a quella di Faenza: i nuovi manufatti erano dipinti con un solo colore, l’azzurro, posto su uno sfondo di smalto bianco.

Se il XX secolo ha rappresentato un periodo di profonda crisi, oggi la ceramica gzel’ sta conoscendo una nuova stagione d’oro, con i suoi prodotti che trovano un posto privilegiato nei mercati russi e internazionali. Attualmente sotto il marchio gzel’ sono raggruppate sei fabbriche situate in altrettanti villaggi, dove lavorano piu’ di 1500 artigiani altamente qualificati.

I maestri della ceramica gzel’ seguono tuttora le antiche tecniche e realizzano il loro capolavori esclusivamente a mano. Innanzi tutto, seguendo lo schizzo degli artisti, i maestri modellisti preparano lo stampo in gesso dentro il quale deve essere versato la sostanza liquida di ceramica. Il gesso assorbe tutta l’umidità e la sostanza liquida gradualmente si indurisce acquisendo le sembianze dell’oggetto desiderato. Poi, dopo la cottura, il manufatto passa al pittore. Lo stile di pittura gzel’ è inconfondibile: motivi floreali e geometrici azzurri dipinti su uno sfondo bianco. Viene usato l’ossido di cobalto che, grazie a un particolare procedimento tecnologico, assume il caratteristico colore azzurro gzel’. Nella ceramica gzel’ vengono prodotti: vasi, tazze, piatti, statuette, elementi d’interni come camini, lampadari, orologi e tantissimi altri oggetti per uso quotidiano o solo a scopo decorativo. Questi articoli possono essere trovati agevolmente non solo nei villaggi di produzione, ma in ogni rivendita di articoli artigianali russi. 

Skopin si trova a 260 km da Mosca. La prima menzione scritta di questa citta’ risale al XVI secolo, ma è molto probabile che fosse già stata fondata un secolo prima per assolvere alla funzione di fortezza. L’argilla chiara che abbondava nel territorio di Skopin spinse ben presto i suoi abitanti ad utilizzarla per realizzare stoviglie in ceramica, ma la produzione della ceramica decorativa prese avvio solo nella seconda meta’ dell’800. Gli oggetti piu’ usuali erano, e sono tuttora, brocche e bottiglie, ma anche statuette raffiguranti animali o esseri umani, però, qualunque sia il soggetto riprodotto la particolarità della ceramica di Skopin rimane immutata, cioè ogni manufatto è ricoperto da uno smalto color verde-marrone.

La produzione artigianale di Skopin ha sempre avuto una larga diffusione sul territorio nazionale, ma oggi gode anche di una particolare rinomanza mondiale al punto che ogni anno la citta’ ospita un festival internazionale alla quale partecipano maestri artigiani provenienti da vari paesi del mondo. Elemento di particolare attrazione è il fatto che nel territorio di Skopin sono presenti molti tipi di argilla, unici per colore e composizione, che richiedono un particolare metodo di lavorazione. Per questo motivo molti artigiani desiderano andare a Skopin per lavorare l’argilla locale e imparare nuove tecniche, poichè il metodo locale di lavorazione non viene tenuto segreto a coloro che giungono a Skopin per arricchire le proprie conoscenze. 

Il festival della ceramica, che si tiene generalmente a fine settembre, si divide in due fasi: durante i primi giorni vengono esposti i manufatti realizzati dagli artisti partecipanti al festival, poi, negli ultimi tre giorni, i maestri artigiani si dilettano a lavorare l’argilla sui loro torni davanti a un pubblico di appassionati.